Le ragioni del seminario
Da Mario Melis a oggi, l’autonomia non è memoria ma progetto: o si rinnova dentro l’Europa, o si svuota. La riforma dello Statuto è il passaggio necessario affinché la Sardegna si riappropri ed eserciti il potere di decidere il proprio destino nel mondo che cambia.
Identità e Europa non sono alternative: sono la stessa strada. L’autonomia è lo strumento per percorrerla e la riforma dello Statuto è il passo che non possiamo più rinviare.
L’iniziativa, ispirata al pensiero e all’azione di Mario Melis, si fonda su una chiara impostazione: collegare la riflessione sull’autonomia alla dimensione europea e alla necessità di rafforzare la capacità decisionale della Sardegna in un sistema di governance multilivello.
I lavori sono articolati lungo due direttrici principali.
La sessione mattutina è dedicata al tema della riforma statutaria, con l’obiettivo di definire una prima road map condivisa per l’avvio del processo di revisione. Il confronto si concentra sul riassetto complessivo dell’ordinamento regionale, sul rafforzamento del ruolo delle autonomie locali e sulla ridefinizione dei rapporti tra i livelli istituzionali, superando i limiti dell’attuale impianto.
La sessione pomeridiana sviluppa la dimensione europea del dibattito, ponendo al centro il ruolo delle autonomie territoriali nei processi decisionali dell’Unione e la capacità dei territori di essere protagonisti attivi nelle politiche europee. In questa prospettiva, particolare attenzione è rivolta alle opportunità di cooperazione euro-mediterranea, agli strumenti operativi come i GECT e alle prospettive di integrazione in una logica di federalismo europeo.
Il seminario si configura quindi come l’avvio di un percorso più ampio, volto a costruire un nuovo equilibrio istituzionale e a rilanciare il ruolo della Sardegna nel contesto nazionale ed europeo, attraverso il protagonismo delle comunità territoriali.
Autonomia, Europa e nuovo ordinamento della Sardegna
Il seminario denominato “Autonomie, identità e Europa: l’eredità di Mario Melis nella costruzione di un nuovo patto statutario, la rinascita della Autonomie della Sardegna nell’Europa federalista” promosso dal Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna, incentrato sulla figura di Mario Melis, non rappresenta la semplice riproposizione di un evento già tenutosi a Bruxelles presso il Comitato europeo delle Regioni. Esso si configura, piuttosto, come una tappa significativa di un percorso più ampio: una delle molteplici occasioni di riflessione che il CAL intende promuovere con determinazione, ispirandosi all’orgoglio identitario e alla visione europeista del “Presidente dei Sardi”.
Un percorso che mira ad alimentare una riflessione profonda, non più rinviabile, sul futuro dell’autonomia regionale e sull’assetto istituzionale complessivo dell’Isola.
Non si tratta, dunque, di un’iniziativa isolata né di un momento meramente celebrativo. Al contrario, essa si inserisce in un percorso politico e istituzionale già avviato dal Consiglio delle Autonomie Locali, volto a riportare al centro del dibattito pubblico il tema dei poteri, delle responsabilità e della capacità decisionale della Sardegna, nel contesto nazionale ed europeo.
Il quadro istituzionale vigente appare oggi inadeguato rispetto alle trasformazioni della società, dell’economia e dei livelli di governo.
Mentre in altre realtà – sia a statuto speciale sia a statuto ordinario – si è aperta una stagione di revisione delle carte fondamentali, la Sardegna registra un ritardo che rischia di diventare strutturale. Le iniziative in corso appaiono limitate e non all’altezza delle sfide attuali, concentrate su interventi puntuali e non su una revisione organica della Carta fondamentale della Sardegna .
Tale impostazione minimale non coglie la necessità di ridefinire in modo complessivo:
Nel frattempo, le condizioni socio-economiche dell’Isola e le dinamiche istituzionali evidenziano con sempre maggiore chiarezza l’urgenza di un aggiornamento profondo dell’impianto statutario.
Il nodo centrale resta quello della titolarità effettiva delle decisioni.
La domanda, che attraversa la storia della Sardegna e che oggi si ripropone con forza rinnovata, è quella relativa alla capacità del sistema istituzionale regionale di incidere realmente sulle scelte strategiche che riguardano il territorio, lo sviluppo, le risorse e il futuro delle comunità locali .
Le recenti dinamiche legislative e amministrative confermano la persistenza di spinte centralistiche che tendono a ridimensionare il ruolo delle autonomie territoriali, incidendo su ambiti fondamentali quali la tutela ambientale, la gestione del territorio e le scelte strategiche di sviluppo. .
In questo contesto, il nuovo Statuto non può limitarsi a un aggiornamento formale, ma deve costituire un argine di resistenza istituzionale e uno strumento capace di rafforzare la capacità decisionale della Sardegna.
Il dibattito nazionale sulla revisione degli statuti speciali dimostra come l’autonomia non possa essere considerata una condizione acquisita una volta per tutte, ma un processo dinamico che richiede aggiornamento, manutenzione, difesa e rilancio continuo.
Come evidenziato nel dibattito parlamentare recente, l’autonomia rappresenta una forma alta di responsabilità democratica e uno strumento di governo che rafforza, e non indebolisce, l’unità della Repubblica quando è fondata su leale collaborazione e chiarezza nei rapporti tra livelli istituzionali.
Per la Sardegna, ciò significa superare una fase di stagnazione e avviare un percorso di riforma capace di:
In questo scenario, il Consiglio delle Autonomie Locali assume un ruolo centrale.
In quanto rappresentanza istituzionale delle comunità territoriali, il CAL non si limita a partecipare al dibattito, ma intende promuovere attivamente un percorso costituente diffuso, fondato sul coinvolgimento dei territori, dei sindaci e delle comunità locali.
Questo percorso si articola già oggi in una serie di iniziative concrete:
La riflessione sul nuovo Statuto non può prescindere dalla dimensione europea.
L’Unione europea rappresenta non solo un livello istituzionale ulteriore, ma uno spazio nel quale le autonomie territoriali possono trovare riconoscimento, tutela e possibilità di partecipazione attiva ai processi decisionali.
In questa prospettiva, il pensiero e l’azione politica di Mario Melis offrono un riferimento di straordinaria attualità: un autonomismo aperto, capace di coniugare identità e integrazione, radicamento territoriale e visione europea.
Il seminario si propone quindi di rilanciare una visione dell’autonomia che si collochi pienamente nella dimensione della governance multilivello, nella quale la Sardegna possa esercitare un ruolo attivo e propositivo.
L’obiettivo finale è quello di avviare un percorso che conduca alla definizione di un nuovo ordinamento istituzionale e di un rinnovato patto di convivenza.
Un percorso che:
Il seminario rappresenta, in questa prospettiva, non un punto di arrivo, ma l’avvio di una fase nuova, nella quale il sistema delle autonomie locali si propone come protagonista attivo nella costruzione del futuro istituzionale dell’Isola.