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RIVEDERE LA LEGGE STATUTARIA PER GARANTIRE UNA PRESENZA EQUA DI GENERE

Non è più tempo di tergiversare o andare in ordine sparso. Occorre rivedere la legge statutaria per garantire una presenza equa di genere.
Chi si occupa della gestione del bene pubblico e dei meccanismi della politica, deve mettere in atto opportune metodologie di intervento utili a produrre cambiamenti tangibili nei comportamenti e nella organizzazione economica, sociale e politica.
Data:
Mercoledì, 08 Marzo 2023
RIVEDERE LA LEGGE STATUTARIA PER GARANTIRE UNA PRESENZA EQUA DI GENERE

Descrizione

Non è più tempo di tergiversare o andare in ordine sparso. Occorre rivedere la legge statutaria per garantire una presenza equa di genere. Chi si occupa della gestione del bene pubblico e dei meccanismi della politica, deve mettere in atto opportune metodologie di intervento utili a produrre cambiamenti tangibili nei comportamenti e nella organizzazione economica, sociale e politica.

È il messaggio portato questa mattina in Consiglio regionale, in occasione della giornata dedicata alla donna, dalla presidente del Consiglio delle Autonomie Locali Paola Secci, dalla vicepresidente Daniela Falconi e dalla presidente della Commissiona Cal Pari Opportunità.

“Nel corso degli ultimi decenni abbiamo organizzato tavole rotonde, convegni e abbiamo aderito ad iniziative internazionali, come le panchine rosse, contro la violenza verso le donne.

Abbiamo discusso, ci siamo confrontate e abbiamo fatto sentire la nostra voce. Io credo - ha sottolineato la presidente Secci - che il momento storico imponga una reale presa di coscienza della politica per cambiare la legge e permettere alle donne una effettiva partecipazione paritaria in tutti i campi della vita; da quello familiare e lavorativo per giungere a quello politico; altrimenti continueremo a festeggiare l’8 marzo senza avere risposte certe. Oggi siamo qui in rappresentanza delle tante donne che non hanno voce e che non possono esprimersi per rivendicare un miglioramento della loro condizione. A queste donne, ma anche alle ucraine che sono state costrette ad abbandonare la loro terra flagellata dalla guerra e a scappare portando con sé i propri figli e alle donne iraniane e afghane che in un’altra parte del mondo, ogni giorno subiscono inaccettabili privazioni della libertà e della dignità personale, va oggi il nostro pensiero.

Questa giornata è rivolta a loro - ha concluso la presidente - con l’auspicio che, tutte insieme, unite nella consapevolezza della nostra forza, possiamo riprenderci il rispetto del ruolo che ci compete per il bene di tutti e tutte”.

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Ultimo aggiornamento

05/09/2023




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